Da ‘Caimano’ a Torero. Berlusconi su La7, languido faccia a faccia con Santoro.

berlusconi-santoroSilvio Berlusconi su La7 “Io ogni volta che mi sono presentato sono sempre stato votato da 11-13 milioni di italiani. Tutti coglioni?” Così si conclude la puntata di “Servizio Pubblico” andata in onda ieri sera su La7. Nessun attrito di rilievo durante tutto il programma, solo e soltanto battutine frivole ed ironiche fra il Cavaliere e Michele Santoro, conduttore impeccabile del programma.

Tema centrale del dibattito l’Imu. Berlusconi afferma che “non potevamo non votarla perché avremmo fatto cadere il governo. Dovemmo approvarla – continua il Cavaliere -  e decidemmo di presentare una variazione dando indicazioni per trovare i 4 miliardi necessari ma il governo ci disse che non era possibile e allora siamo arrivati – in fine – al disaccordo totale che ha portato a farci togliere la fiducia”.

Finti attacchi e frecciatine al miele. Santoro si guarda bene a non lasciare troppo la parola all’avversario ed il Cavaliere ne approfitta usando un ‘savoir faire’ già troppo a lungo sfoggiato nelle innumerevoli occasioni mediatiche avute in passato ed ormai troppo noto a tutti gli italiani, fino alla nausea. Nessuno scontro diretto è avvenuto durante la trasmissione. Milioni di italiani delusi ed annoiati hanno seguito il programma che è apparso spento e poco incisivo in merito alle domande e le risposte dei due avversari.

Nessun vincitore, nessun vinto, soltanto un pareggio a tavolino: Santoro non affonda la lama quando Berlusconi ironizza in tono scherzoso “Lei è il leader della trasmissione, è lei che guadagna i dindi, io sono ospite” e poi continua “Io ho tanto bisogno di guadagnare – afferma il Cavaliere con un sorrisino appena accennato – perché ogni giorno devo dare a una signora che è stata mia moglie, mi esprimo ancora in lire, 200 milioni di lire al giorno”.

Poi l’attacco di Berlusconi a Marco Travaglio. L’ex premier ha elencato ad uno a uno tutti i processi per cause civili e penali a carico del giornalista. Infine come Travaglio ah iniziato la sua carriera scrivendo per il “Giornale” di cui Berlusconi stesso era editore. Santoro, forse un po’ in imbarazzo perchè preso alla sprovvista, replica dicendo “si vergogni” per farlo smettere. Il programma termina senza alcuno spannung centrale.

Dalle note di ‘Granata’ suonate all’inizio della trasmissione, soltanto nel finale il dibattito si è acceso fino a sfiorare la rissa, con Berlusconi che pulisce la sedia dove si è seduto Travaglio. Tutto calcolato, un Agorà troppo imbrigliato per essere considerato l’atteso scontro dell’anno. Chissà, forse un giorno non rimarremo stupiti , se vedremo Berlusconi e Santoro andare a braccetto.



Categorie: Attualità, Politica

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